dissalatore

Installazione dissalatore Schenker Zen 50

Unpacking dello Schenker Zen 50

Schenker-Zen-50-il-gruppo-pompa-768x512Quello che arriva è uno scatolone solo, che già a prima vista lascia presagire la compattezza dell’impianto. All’interno, ben imballati, troviamo le seguenti componenti:

  • il dissalatore, che funziona per osmosi inversa e dall’aspetto simile ad una valigietta 24 ore, i cui ingombri massimi misurano 658,8 x 384,9 x 113 cm.
  • La pompa, che è alimentata a 12 o 24 V, i cui ingombri massimi misurano 435 x 265 x 229 cm
  • Un filtro a carboni attivi, accorpato ad un’elettrovalvola e ad una valvola di intercettazione per l’autoclave
  • Un filtro a 5 micron accorpato ad un accumulatore di pressione
  • Una valvola di non ritorno a T
  • Un filtro a parete per l’acqua salata
  • Un tubo di uscita per l’acqua dolce (5 m)
  • L’interruttore a pulsantiera con comando On, Off e Flushing

Queste parti, una volta collegate, andranno a comporre il sistema di dissalazione. Nella confezione sono inoltre presenti questi accessori:

  • Un chiave circolare per svitare i filtri
  • Una serie di raccordi per i tubi lineari e a gomito
  • Alcune di piastre di fissaggio
  • Viti per il montaggio

Quello che invece dobbiamo procurarci, per l’installazione dello Schenker Zen 50 sono i tubi, ad alta e bassa pressione, che serviranno per collegare le varie parti, tra loro ed alle prese a mare.

Installazione dello Schenker Zen 50

installazione dissalatoreCome dicevamo poco fa, la scelta del posto dove installare un dissalatore sul Daydreamer era problematica. Dopo aver scartato i gavoni di poppa, gli unici spazi liberi risultavano essere i gavoni posti sotto il letto armatoriale di prua anche se, in nessuno di questi ci sarebbe stato un normale dissalatore con macchina, filtri e pompe in un unico blocco.

Lo Schenker Zen era quindi l’unica alternativa possibile e, dopo attente misurazioni e valutazioni, abbiamo scelto di installarlo, scomponendone le componenti, nei diversi gavoni presenti a prua.

I gavoni sono tre e ognuno di loro è in grado di ospitare comodamente alcune delle parti, in modo che risultino facili da raggiungere, oltre che per l’installazione, anche per le eventuali manutenzioni.

Un altro vantaggio di questo posizionamento, che abbiamo potuto scegliere, è dato dalla sua vicinanza alle prese a mare, al serbatoio dell’acqua dolce e agli scarichi in murata, cioè le tre componenti esterne a cui il dissalatore deve essere collegato. Non dovremo quindi fare correre tubi per tutto lo scafo.

Nel video di seguito tutti i dettagli dell’installazione che in generale possiamo riassumere così: il filtro dell’acqua salata, che attinge da una presa a mare e il filtro a carboni attivi che attinge al circuito dell’acqua dolce di bordo, vanno entrambi collegati alla valvola a T di non ritorno. Il tubo di uscita di quest’ultima viene collegato al gruppo pompa che così, a secondo dell’esigenza, riceve acqua dolce o salata. La pompa che ha il compito di prelevare l’acqua salata e di metterla in pressione, si collega, a sua volta, tramite un tubo ad alta pressione, al filtro a 5 micron e all’accumulatore.

Queste ultime parti vanno collegate alla macchina per l’osmosi inversa che scarica l’acqua dissalata nel serbatoio, mentre quella salata di scarto finisce fuori dall’imbarcazione tramite un tubo che va collegato ad un’uscita in murata.

Con un buono studio del posizionamento e ancoraggio delle parti, non si incontrano particolari problemi, ed il corpo del dissalatore può essere posizionato si in verticale che orizzontale. Noi abbiamo solo dovuto praticare alcuni fori per far passare i tubi che collegano le parti e “tirare” una fonte di corrente a 12 V, con un cavo di sufficiente sezione, vicino alla pompa. E’ comunque un lavoro che vi consigliamo di fare eseguire da un professionista che nel nostro caso è Ugo Soldi di Continetal Marine.

Il tempo totale che abbiamo dedicato all’installazione dello Schenker Zen 50, al netto dello studio sul posizionamento, è stato di una solo giornata di lavoro.

Il primo test dello Schenker Zen 50

installazione e test dissalatoreUn primo ottimo risultato lo abbiamo subito riscontrato durante la procedura di prima accensione del dissalatore, quella in cui l’impianto si riempie per la prima volta.

Abbiamo tenuto premuto per cinque secondi il tasto di risciacquo sulla pulsantiera di comando e, come da procedura, il dissalatore si è acceso ed è andato in pressione. Dopo circa 4 minuti ha iniziato, senza incertezze, a produrre acqua dolce.

Un risultato che non sembrerà vero a chi ha già avuto a che fare con i dissalatori che, molto spesso, danno in questa fase qualche grattacapo.

Alla seconda accensione il dissalatore ha iniziato, di nuovo senza incertezze, a produrre acqua dolce a pieno regime, riempiendo rapidamente la piccola bacinella di raccolta che abbiamo utilizzato per la verifica, non aspettandoci un risultato così immediato. La portata del dissalatore è quindi ottima, fin dal suo primo utilizzo.

Lo Zen 50 ha operato senza bisogno di regolare il flusso della pressione, che la macchina esegue in automatico, un grade vantaggio che sarà molto apprezzato così come le funzioni di controllo da remoto, che permettono lo start and stop programmato e il funzionamento a mezza potenza per il risparmio energetico.

Conclusioni

Lo Schenker Zen 50, viste le ridotte dimensioni del corpo dissalatore e la possibilità di installare i filtri e la pompa separati (quindi anche nei più piccoli gavoni), si presta ad equipaggiare barche su cui prima era impensabile poter disporre di acqua dolce, come nel nostro caso, ora potremo infatti contare su di una produzione di ben 50 lt/h.

Altri punti a suo vantaggio sono la facilità di installazione, che può essere eseguita in acqua, quella di utilizzo e l’impatto energetico che si attesta a ad un consumo medio di 250 W, rendendo di fatto possibile alimentare la macchina esclusivamente con il pacco batterie, un elemento importante per imbarcazioni spesso sprovviste di un generatore.

Già dopo l’installazione noi non possiamo che esprimere un parere positivo su questo dissalatore compatto che, oltre ad aver funzionato al primo colpo, da “piccolo”, si è dimostrato subito grande.